Farla Sentire Colpa

L’altro ieri ha deciso di farla finita impiccandosi nell’appartamento di via Giulia di Barolo, dove viveva da sola. Sono una ragazza di 26 anni, con una serie di problematiche che mi hanno fatto sempre sentire diversa. Non è certo una colpa ma non si può essere orgogliosi di essere ignoranti, anche se c’è addirittura chi ne fa una bandiera o un partito».

Da una vita lotto, lotto con me stessa, lotto per cercare di pulirmi dentro e non sentire di dover cambiare per essere normale, come gli altri.

Da due anni, però, mi capita di ingerire grandi quantità di cibo in poco tempo soltanto per il gusto di riempirmi, senza sentire un reale senso di fame e senza assaporare quello che mangio. Lui e Kate discutono anche sul fatto che Kate si debba o no sentire in colpa per aver fatto sesso con Sawyer.

Ho cominciato a sentire strane voglie la sera (all'inizio uno, poi due, poi tre cucchiai di nutella).

Dovremmo essere in grado di dimostrare che quella sera la ragazza è salita sull’auto senza che nessuno la forzasse (in che modo? I ragazzi non si aspettavano davvero di essere denunciati (no, infatti, speravano di farla franca! Oppure, che ne so, si sono scritti un bel foglio di frasi così ogni volta possono tirarne fuori qualcuna. Ma scusa che colpa ne ho io se quella sera lì hanno messo su solo musica da pederasti.

Ricevuto il bacio rivela finalmente di non essere in possesso degli inalatori provocando un forte senso di colpa in Jack e Sayid.

Sento tutto intorno a me questi innovatori che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il suo passato storico.

Se viene stuprata o ammazzata la colpa non può essere che sua.

Si analizza per bene com’è e come non è la vittima, per calcolare la dose esatta di colpa che le si può attribuire.

TU, LUI, LORO… La grande magia di Vasco, che mi fa sentire questa canzone come un rifugio di concetti sicuro, dove tornare a prendere la forza per incazzarmi ogni volta che vedo qualcosa di sbagliato, è che quel luogo comune “io non ci sono, io non mi muovo”, il luogo comune di tutti quelli che non hanno voglia di pensare nemmeno un secondo agli altri, sta nell’aver ribaltato le parole dei pigri e averle fatte diventare il grido dei forti, di quelli che invece ci sono. La speranza è di incontrare sulla nostra stessa lunghezza d'onda, una sensibilità affine, un qualcuno il cui sguardo ci da conforto, un qualcuno che non ci fa sentire soli al mondo nella nostra bizzarra interpretazione della vita.

Una cosa tanto all'ordine del giorno che tocca farla anche al partigiano Johnny (di cui molti parlano bene senza aver letto il libro).

Finisce che tentano di farti sentire paradossalmente un “eccentrico” mentre dovrebbe essere il contrario giacché ti occupi di un Signore straordinariamente centripeto. Sono iniziate le abbuffate, i sensi di colpa e la perdita delle sicurezze che mi ero costruita. Siamo sicuri che uno così, che non sembra avvertire la soma della colpa etico-sportiva, alla faccia della lealtà e del resto in un settore ormai fatto solo di business, non sia pronto a ricominciare? Bastianelli la stanca e distratta opinione pubblica aveva recintato nel ciclismo la “sporca faccenda”. Gira che ti rigira queste ragazze “troppo libertine” se la cercano sempre! In fondo, anche chi li giustifica è fatto della stessa pasta e vuole spianarsi la strada nel caso in cui, un giorno, anche lui dovesse sentire l'irresistibile voglia di stuprare o ammazzare una donna. Questo è, ovviamente, un caso limite, ma nella maggior parte delle situazioni, l’analfabeta vive o sopravvive in un ambiente all’interno del quale esiste una rete di relazioni che lega i componenti di tale ambiente e che li fa sentire, sotto un certo punto di vista, importanti e funzionali.

Adesso sto impazzendo, sono rinchiuso in casa per colpa di questa infame malattia.

A parte i dolori di stomaco, la cosa che mi fa più male sono i sensi di colpa, le classiche lacrime di coccodrillo che non portano a niente se non all'autocommiserazione.

Così ho cominciato anche io, all'inizio per gioco, convinta che sarei riuscita in qualsiasi momento a farla finita.

Il mio cervello, infatti, inizia a elaborare una serie di convincenti motivazioni che giustifichino le mie voglie sfrenate, che attutiscano il mio senso di colpa e mettano a tacere la mia coscienza. Sono loro che soffriranno per la vita, ma il nostro egoismo e i nostri pregiudizi non riescono a farci tendere una mano verso queste donne che scivolano giorno dopo giorno nel baratro della depressione, del senso di colpa e della solitudine. La ragazza aveva deciso di farla finita per questo era sparita e non rispondeva più ai genitori che cercavano di contattarla.

E non è soltanto una questione morale o etica, di rapporto con sé, con gli altri, con le regole del gioco continuamente violate ma senza senso di colpa alcuno, ormai.

Il secondo significato (prendersela con qualcuno) si riferisce a un atteggiamento ostile verso qualcuno, aggredire qualcuno o dargli qualche colpa.

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